Scritto da Valentina Barile il 05/01/2017 alle ore 17:95:7

Tullio De Mauro - Pensieri sparsi

Guida all’uso delle parole (Editori riuniti, 2003) un oggetto prezioso con cui ho conosciuto Tullio De Mauro. L’immensità. E l’immensità oggi ha incontrato il limite. Per ogni uomo immenso che lascia il pianeta, l’umanità perde una tra le possibili speranze di salvarsi dal vuoto siderale. Per ogni Tullio De Mauro che va via, c’è un esercito di astrologi che scrivono libri sull’oroscopo. E proprio nella settimana degli astrologi imbonitori, va via una delle stelle più infuocate del firmamento culturale italiano.

Linguista, semiologo, glottologo, filosofo della scienza, professore universitario, a disposizione anche della Repubblica italiana, per l’affidamento del ministero della pubblica istruzione dal 2000 al 2001. Presidente della Fondazione Bellonci che assegna il Premio Strega, uno dei premi letterari più prestigiosi d’Italia. L’ignoranza non è solo l’analfabetismo, l’impossibilità allo studio, è la non conoscenza: il non sapere, l’ignorare appunto. Ignoranza, quindi, vuole essere una esortazione alla conoscenza. Questi i concetti perennemente espressi dal grande maestro De Mauro.

Lascio qui un pugno di sabbia sulla sua memoria, con una delle sue espressioni più pregne: “La lingua si muove come una corrente: normalmente il suo flusso sordo non si avverte, perché ci siamo dentro, ma quando torna qualche emigrato si può misurare la distanza dal punto dove è uscito a riva.”

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