Scritto da Annamaria Piscitelli il 06/03/2017 alle ore 18:20:31

Stoner | John Williams

I lettori di Stoner concorderanno con me, forse, sul fatto che la grande forza di questo romanzo di John Williams (Fazi Editore) sia la semplicità. Stoner è un romanzo semplice: racconta la vita di un ragazzo, figlio di contadini del Missouri, che nel 1910 si iscrive all’università dove rimarrà per tutta la vita a insegnare letteratura inglese. Né più né meno.

La quantità di cose che compongono la trama del libro in questione corrisponde esattamente a quelle che costellano la vita del suo protagonista, un uomo assolutamente ordinario. Messa in questi termini, la storia potrebbe risultare sminuita, eppure la penna di Williams riesce a far risaltare, in modo così limpido e delicato, le pieghe di un personaggio altrimenti, frettolosamente, giudicabile anonimo.

Stoner viene da una famiglia anaffettiva e votata al sacrificio: non un guizzo di luce sui volti dei genitori, figli della terra e della fatica. Non vi è spirito di esplorazione: la vita nasce e finisce laddove il senso dello stare al mondo si esaurisce nel senso del dovere e questo marchio sarà impresso per sempre sulla sua pelle: studierà e lavorerà duramente e senza lamentarsi per tutta la vita, perpetuando l’unico modus vivendi che conosce, lo stesso dei suoi genitori. Ma si sa, anche se chiuderai il mondo fuori dalla porta, lo vedrai entrare dalla finestra, infatti persino nella vita piatta di Stoner fa capolino la passione, quella per la letteratura inglese. Lo studio, la ricerca, i libri, l’insegnamento sono le uniche cose che, fino alla fine dei suoi giorni, lo animeranno di un’energia vera, spontanea, rappresentando un rifugio accogliente da una vita desolata.

L’insegnamento è per Stoner ciò che la terra era per i suoi genitori, ma senza alcun sentimento di rassegnazione, piuttosto di abbandono. Egli si affida alla sola cosa che sembra avere un senso in sé e lo fa con una devozione e un vigore paradossalmente delicati, così come affronta tutti gli accadimenti della sua vita, privata e pubblica.

Stoner attraversa le due guerre mondiali, è cosciente degli stravolgimenti che comportano nel tessuto sociale e, pur vivendo indirettamente le conseguenze di un’umanità lacerata e per la quale prova un moto di compassione, rimane a osservare il flusso degli eventi con irriducibile compostezza, come se già avesse perdonato al mondo tutta quella cattiveria. William Stoner, d’altronde, è abituato a sperimentare la perdita sotto varie forme: la figlia Grace per la schizofrenia di Edith, moglie sadica e distanziante, il suo amico Dave Masters vittima delle allucinazioni entusiastiche della guerra, la sua amata studentessa Katherine a causa dell’odio di Lomax, professore che sparge il seme dello scandalo tra i corridoi dell’università. I colpi arrivano e Stoner non li schiva. Se li aspetta.

Scorrendo le righe di questo libro, il lettore avverte il fremito quasi straziante di uomo perfettamente consapevole che le cose sarebbero state diverse, forse, se solo non fossero state destinate ad andare proprio in quel modo. Stoner sa che la sua vita è il frutto della solitudine e, anche se a volte pensa che avrebbe potuto fare di più, lo accetta e in fondo si perdona. John Williams sembra pennellare con mano leggera la profondità di questo personaggio, riuscendo a coglierne le debolezze, l’emotività, i turbamenti senza impelagarsi in pagine pesanti o ridondanti. Riesce a indagare l’animo di un uomo che a volte suscita rabbia, altre tenerezza e immedesimazione, ma mai disinteresse e indignazione. È questa la chiave del successo del romanzo. Negli anni ’60, quando fu pubblicato per la prima volta, non ebbe una grande risonanza. Era un’epoca di grandi fermenti sociali e culturali, con cui la cifra stilistica, e tematica, di Stoner non era in sintonia. Quasi cinquant’anni dopo, invece, è diventato un fenomeno letterario. Forse perché, in questo tempo di iper-comunicazione, in cui bisogna mostrarsi sempre vincenti, ha saputo rendere interessante la vita di un “perdente”. In altre parole, pur in assenza di una trama intricata e rocambolesca, è riuscito ad affascinare legittimando, finalmente, la narrazione di una vita debole.

 

Acquista il libro

Share on: