Scritto da Amalia Panella il 15/02/2017 alle ore 15:34:08

Senza Pelle | Nill Zink

Tiffany non sceglie. Non sceglie una strada da percorrere, una città dove vivere, una passione da amare. È una donna Senza pelle, che si deforma a seconda delle vite degli uomini che incontra.

Terrorizzata dalla solitudine, si abbandona a uomini di ogni specie, rimanendo però morbosamente legata al marito Stephen, che in realtà conosce appena. Lo ha sposato con la fretta che hanno le donne convinte di non meritare abbastanza.

La mia infelicità era salda e incrollabile”.

Lei stessa, io narrante, prende consapevolezza del suo assoggettamento agli uomini quasi nelle ultime pagine del romanzo, quando si identifica in Brighty, l’asina “dall’umile pazienza” che accompagna i due coniugi nei boschi dell’Albania.

Eravamo un tutt’uno. Stephen mi diceva dove andare, e io guidavo Brighty, su cui Stephen era seduto. Una trinità. Tre esseri dotati di una sola volontà”.

Tiff, infatti, segue indolente le orme del marito ricercatore e poi ecologista militante. Lascia gli Stati Uniti per trasferirsi a Berna, poi a Berlino e infine in Albania e quando finalmente, rimasta sola ma non per scelta, sembra affrancarsi dalla schiavitù dagli uomini, si rifugia nella prigione berlinese e senza amore di Olaf.

La passività della protagonista è talvolta disturbante, e più volte si ha la tentazione di abbandonare la lettura, ma poi si è trascinati di nuovo dentro. Per quanto Tiff si faccia disprezzare, suscita nel lettore, soprattutto nelle lettrici, intensa empatia perché compie alcuni degli “errori universali” delle donne.

Danno sempre anima e corpo perché non hanno nient’altro. In segno di gratitudine per briciole di potere e di sicurezza che cadono dalle tavole altrui, aiutando chi ne ha meno bisogno. Aiutando uomini forti, affascinanti, di successo”.

Il romanzo scritto da Nill Zink, che deve la sua fama alla critica lusinghiera di Franzen oltre che al suo talento, è l’esplorazione, mai troppo intima, di esistenze smarrite.

Vite contorte prendono forma grazie alla lingua invece lineare dell’autrice, e la traduzione di Anna Mioni consegna al pubblico italiano l’opera edita da Minimum fax.

 A caratterizzare Senza pelle è l’osservazione maniacale, da parte dei personaggi, della flora e della fauna, spesso metafora del mondo umano. Inizialmente sembra soltanto la scenografia della storia, ma la natura poi si rivela una protagonista, anche grazie alla notevole conoscenza di Zink al riguardo.

Gli uccelli sono indicatori fondamentali di un ecosistema intatto, ma i piccoli mammiferi sono il sostegno della vita”.

L’autrice californiana, con l’ausilio delle storie dei personaggi, coglie l’occasione anche per porre l’attenzione su problemi, interessi e contraddizioni nel mondo dell’ecologismo. È la tutela dell’ambiente, la difficile convivenza tra la natura e l’uomo con le sue esigenze a rappresentare il fulcro dell’opera.

Io e Stephen amavamo la natura più che mai. Scegliemmo di amarla piuttosto che di piegarci sotto il suo peso”.

 

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