Scritto da Redazione il 13/12/2017 alle ore 16:57:00

Più libri più liberi 2017. L’editoria sulla Nuvola.

Domenica 10 dicembre si è conclusa a Roma Più libri più liberi, la fiera nazionale della media e piccola editoria giunta alla sedicesima edizione, la prima dell’era della Nuvola.

La manifestazione, organizzata e promossa dall’Associazione italiana degli editori, si è svolta nel Convention Center la Nuvola, struttura in vetro e acciaio progettata da Massilimiliano e Doriana Fuksas. Location nuova dunque per la fiera che fino all’anno scorso aveva avuto come sede il Palazzo dei Congressi di Roma. Nuovi e incoraggianti anche i numeri che indicano una notevole partecipazione del pubblico. I dati, infatti, dicono che nell’edizione 2017 sono state presenti circa centomila persone in più rispetto allo scorso anno. Un successo che si avvicina, in termini numerici, a quello del Salone del libro di Torino. Sono stati soprattutto i cittadini della capitale a partecipare, attratti, evidentemente, anche dalla teca che contiene l’auditorium a forma di nuvola, in cui nel corso della kermesse si sono tenute presentazioni e convegni.

Cinquecentocinquanta espositori, provenienti da tutta Italia, hanno colto l’occasione di Più libri più liberi per raccontarsi attraverso i titoli che hanno scelto di pubblicare e su cui investire.

Oggi la piccola e media editoria festeggia non soltanto il successo di questa fiera, sicuramente in gran parte dovuto all’effetto novità della Nuvola di Fuksas, ma anche la crescita ridente delle vendite. Negli ultimi dieci mesi di quest’anno la vendita di copie di piccoli e medi e editori è cresciuta dell’1,5%, confermando un andamento positivo che dura da ben tre anni.

A riscuotere un notevole successo è stato anche lo Spazio ragazzi, un percorso costituito da numerosi incontri, mostre e letture dedicate al pubblico più giovane che ha risposto con grande entusiasmo.

Emblematico, ma prevedibile è stato il consenso da parte degli adolescenti, e non solo, mostrato per Zerocalcare, tra i più inseguiti della fiera!

 

Il tema centrale della maggior parte degli incontri tenuti nei cinque giorni di fiera sono state le problematiche attuali e in primis le fragili relazioni internazionali e gli scempi umanitari: la guerra e il traffico di umani.

Il percorso socio-politico è partito dall’incontro con la scrittrice Asli ErdoÄŸan, oppositrice del regime turco ed autrice di Neppure il silenzio è più tuo, che ha raccontato al pubblico italiano la repressione delle libertà fondamentali, tra cui quella della parola, da parte dello Stato turco.

Il documentario Un unico destino presentato dal giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti, si è rivelato invece occasione per concentrarsi sulle tragedie nel Mediterraneo. Medesimo tema è stato sviscerato durante l’incontro “Rimandati all’inferno: dalla criminalizzazione delle ong all’accordo dell’Italia con la Libia sui migranti” con Diego Bianchi, detto “Zoro”, Annalisa Camilli di Internazionale, la reporter Francesca Mannocchi e Medici senza frontiere. Fulcro del dibattito la condizione di schiavitù dei migranti e l’indifferenza del governo e del popolo italiano.

Sempre di storie di migranti si è parlato durante la presentazione dei libri: Io ci sto con i migranti di Rosario Sardella e Le cicogne nere di Abdelfetah Mohammed, e ancora Emiliano Monge con Terra bruciata.

A riprendere il tema del commercio umano e della guerra è stato Alberto Negri, autore de Il Musulmano errante, che insieme a Emma Bonino ha rivolto un chiaro invito a tollerare e comprendere le differenze, chiave per superare gli estremismi.

In particolare della guerra in Siria, il seme del male dei nostri gironi, ha offerto testimonianza Domenico Quirico, l’inviato de La Stampa sequestrato in Libia nel 2011 e dai jihadisti siriani nel 2013, autore del libro Succede ad Aleppo.

 

Tra riflessioni e dibattiti sociali, in mezzo a mille altri temi, menzione particolare va fatta delle presentazioni che volgevano uno sguardo all’antico e alla politica di ieri, come la discussione sul libro Scipione l’Africano di Gastone Breccia. Un folto pubblico è rimasto incollato alle sedie per oltre un’ora mentre sul palco si dibatteva di guerre annibaliche, repubblica romana, elefanti e segni divini, in una vera e propria riscossa, oltre che riscoperta, dei classici.

 

Sicuramente abbiamo assistito a un successo, un esordio sorprendente, benché vero esordio non fosse. I piccoli si sono mostrati grandi, e per il prossimo anno la fiera di Roma, che ha già superato la neonata Tempo di libri milanese, punta a gareggiare direttamente con il Salone di Torino, magari aprendosi a più editori e a editori più “grandi”.

Qualche perplessità ha destato la gestione degli spazi. La Nuvola in sé è d’impatto e la distinzione dei vari settori e ambiti (espositori, sale per conferenze, auditorium, stand di media e social) per qualcuno ghettizzante ha permesso di gestire l’affluenza del pubblico. Le critiche principali hanno riguardato l’accessibilità generale, la capienza delle sale, inferiore rispetto al Palazzo dei congressi e l’isolamento degli espositori della piccola editoria, che pure ufficialmente sarebbe protagonista dell’evento, nel piano seminterrato un po’ buio, per quanto meglio organizzato del labirinto della vecchia sede.

 

La speranza per il prossimo anno è che, fatto tesoro delle varie osservazioni, la tendenza continui ad essere positiva per la kermesse, per l’innovazione artistica tout-court, per le manifestazioni letterarie e culturali e per l’editoria, meglio se piccola e indipendente, perché continuino a circolare più libri, per una società più libera.

Share on: