Scritto da Ilaria di Mambro il 19/04/2017 alle ore 18:40:53

Nascosti davanti a tutti| Fabrizio Manzetti

Nascoste davanti a tutti sono le storie di vita quotidiana raccontate da Fabrizio Manzetti e edite da Augh! Edizioni nella collana Frecce. Si tratta di un “album di piccole fotografie dell’uomo qualunque”, come annuncia la quarta di copertina dell’esordio letterario del giovane, esperto di comunicazione ma anche contadino.

 

Nascosti davanti a tutti è una raccolta di sedici racconti che al realismo delle ambientazioni e delle situazioni, aggiunge un qualcosa di surreale e inaspettato, un senso di irrisolto, profondo e talvolta tragico, anche quando le storie una conclusione ce l’hanno.

È una “normalità fatta di respiri profondi e vuoti cognitivi”, un mondo in cui “tutto è tutto e ovunque, tutti sono ovunque, niente è più niente”.

 

I racconti non si equivalgono per lunghezza, trama e intento ma in nessuno manca una implicita spinta alla riflessione. Sono istantanee di vita quotidiana e non c’è spazio né tempo per risolvere le questioni che ci vengono mostrate.

Da bravo conoscitore della terra e dei suoi tempi, Manzetti permette ai suoi racconti di maturare, nutre e illumina i suoi personaggi senza fretta, abbandonandoli al loro destino, alla loro caduta, al momento giusto.

L’intento non sembra affatto quello di raccontare, banalmente, una storia, bensì i suoi protagonisti. Siamo noi lettori a poter e dover arrivare alle conclusioni, indagare le trame e i sentimenti che ci sono dietro.

Il discorso diretto non è invadente, è ben dosato rispetto alle descrizioni e agli interventi narrativi, ma la focalizzazione sugli “attori” è tale da sentire quasi ogni loro riflessione.

Ci sono coppie in crisi, madri affrante, operai, viaggiatori, aspiranti scrittori, barboni e prostitute colte (e assurdamente attuali): Sentirmi intelligente rimane la mia unica difesa contro il mondo”.

Capire, leggere dentro i personaggi sembra il fine ultimo di Manzetti.

 

Ogni storia è un’anima della nostra epoca e di tutte le epoche confuse. Non ci sono spazi o tempi definiti, ma ci riconosciamo. In particolar modo riconosciamo Roma, sfondo dolente e bellissimo di uno dei racconti più corposi e intensi della raccolta, Conigli in gabbia, il percorso e i ricordi del barbone scrittore che ha visto, e rivede ogni giorno, a Roma, la guerra dei sei giorni.

 

Paradossale che nell’era della comunicazione onnipresente esistano universi isolati

Come un mimiambo o un idillio di età ellenistica, altra epoca di globalizzazione e crisi sociale e politica, l’umanità si ripiega su se stessa, nel quotidiano e nella sua ricchezza, nella bellezza del racconto e dei dettagli dei momenti delle storie rispetto alla Storia.

 

Talvolta si ripete lo stesso tema, le stesse categorie di umanità e di sentimenti, ma la sensazione di déjà-vu viene evitata proprio grazie alle sfumature e alle diverse prospettive. L’ironia quasi grottesca di certi dettagli, la saggezza, la desolazione, la disperazione. Racconto dopo racconto si ha un po’ la sensazione che i toni si facciano più gravi, la speranza vada scemando, nonostante alcuni spiragli di luce consolatoria, come una sorta di Amori difficili calviniani disincantati.

 

È un esordiente da tenere d’occhio Manzetti e meritata è la sua candidatura al Premio Augusta 2017. Votare, con un account social o un indirizzo mail è semplice.

Zeugma tifa per lui, perché con Nascosti davanti a tutti ha dimostrato ancora una volta quanto profonda possa essere la verità di ogni vita e, per usare le sue parole, quanto possa cambiare un luogo in base alla luce, come una casa possa esserne in realtà due, come si possano vivere due vite diverse in uno stesso posto.

 

 

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