Scritto da Amalia Panella il 07/02/2017 alle ore 14:53:50

Mal di pietre | Milena Agus

In ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo perché l’equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi”.

E nella saga familiare Mal di pietre (Edizioni Nottetempo) scritta da Milena Agus tutto il disordine è toccato alla protagonista, la cui vita è ricostruita in queste pagine dalla nipote, narratrice interna e partecipe.

In una Cagliari martoriata dalla seconda guerra mondiale la giovane protagonista fa i conti con una vita misera: le giornate trascorse a pulire e lavorare come un mulo e addolcite dalla solitaria speranza di trovare l’amore. Una ricerca che diventa un tormento e che prende forma in appassionate lettere d’amore dedicate a ogni uomo che le concede un sorriso.

Sono le missive spregiudicate a causare, a suon di frustate, il dissenso della madre, della famiglia e di un’intera cittadinanza, che dinanzi alla sofferenza interiore, ai tentativi di suicidio e alle crisi più sconvolgenti della giovane intervengono accusandola di follia.

E continuava a colpirla, a colpirla e a urlare: ‘Dimonia! Dimonia!’ e a maledire il giorno in cui l’avevano mandata in prima elementare.”

A salvarla dal manicomio e non solo, sarà un uomo molto più vecchio di lei, che dopo aver subito il lutto della moglie decide di sposare la “pazza”, di cui intatta è rimasta la bellezza.

Durante il matrimonio in parte si placa l’inquietudine, anche se bizzarri pensieri, considerando l’epoca, continuano a fluttuare nella sua testa. A donarle momenti di serenità sono le amicizie con i vicini, il sostegno del marito e, finalmente la scoperta dell’eros, anche se non sarà mai l’amore tanto desiderato.

Il mal di pietre, espressione sarda per indicare i calcoli renali, le attanagliano l’esistenza fino ai suoi ultimi giorni. È un male che non le consente di avere figli e che la costringe a concedersi delle cure termali nel continente.

Qui l’attende l’amore per il Reduce, così come lo chiama la nonna nei suoi scritti. Questo amore fugace per un uomo che resta un mistero cura i suoi mali esteriori e interiori.

Per tutta la vita le avevano detto che sembrava una di un paese della luna, le sembrò di aver incontrato, finalmente, uno di quel suo stesso paese”.

Tornata a casa resta incinta e inizia una vita nuova. Un figlio a cui tramanda la sua passione per la musica e poi una nipote a cui dona l’amore per la scrittura e, casualmente, anche i suoi diari.

L’opera, pubblicata per la prima volta nel 2006, viene insignita di innumerevoli premi permettendo alla Agus di essere considerata la rivelazione letteraria del 2007. Non è solo la fabula a indurre a una lettura scorrevole, è anche la penna delicata e lo stile lineare dell’autrice. La scrittrice, di origine sarda, combina con maestria tutti gli elementi rendendolo un romanzo convincente che ha raggiunto la fama anche in Francia con un film, meritando in Italia la ristampa.  

Poche pagine, poco più di 120, bastano per emozionare il lettore coinvolto dai desideri teneri e segreti nutriti dalla protagonista e dall’amore della narratrice per la nonna, imprevedibile maestra di vita.

Il ricordo vivido di quell’uomo che “fu un attimo e la vita di nonna tante altre cose” rappresenta il nocciolo della storia, che tra visioni oniriche e realtà, è il mistero che fino alla fine regge tutto il romanzo.

 

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