Scritto da Amalia Panella il 15/03/2017 alle ore 11:54:44

Le nostre anime di notte | Kent Haruf

La solitudine, quella imposta dal susseguirsi inarrestabile degli eventi della vita, divora l’esistenza, riduce allo stremo le forze, deforma i sentimenti e schiaccia le speranze. Diventa insostenibile, di notte, quando affolla la mente di ricordi e paure; e sono proprio le notti “la cosa peggiore” per Addie Moore.

Vedova di Carl da “troppo tempo”, Addie vede saltuariamente il figlio Gene e il nipote Jamie, perciò un giorno decide di bussare alla porta del vicino di casa Louis Waters chiedendogli di trascorrere quelle notti insieme, nel suo letto, per condividere soltanto il calore di una chiacchierata. Addie conosce Louis da sempre, eppure di lui non sa quasi nulla se non le dicerie diffuse dagli abitanti della cittadina in cui vivono, ma, del resto, per offrirgli un posto nel suo giaciglio le basta sapere che è un’anima sola, proprio come lei.

Da anni. Io mi sento sola. Penso che anche tu lo sia. Mi chiedevo se ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte. E parlare. Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici”.

Kent Haruf, con il romanzo postumo Le nostre anime di notte (NN editore), ci riporta a Holt, la piccola città del Colorado concepita dalla mente e forse dalle esperienze dello scrittore americano per ospitare i personaggi e le storie che hanno animato la “Trilogia della Pianura”, la raccolta che lo ha fatto conoscere e apprezzare in Italia.

Le nostre anime di notte, a un mese dalla pubblicazione, scala le classifiche dei libri più venduti dando ragione alla piccola casa editrice indipendente NN editore che qualche anno prima scelse proprio la voce di Haruf per salpare nel mare dell’editoria.

Con penna misurata, asciutta e armoniosa, l’autore scolpisce i personaggi che piano piano spuntano fuori dalla roccia che li imprigiona, da quelle rigidità imposte dalla società e dal giudizio della gente di Holt.

Con calma e discrezione entriamo nel letto che ora Addie condivide con Louis, senza fretta ascoltiamo le storie che in piccole porzioni si regalano a vicenda prima di addormentarsi.

E adesso parla con me. Dimmi qualcosa che non ho ancora mai sentito”.

Adagio gli anziani protagonisti scoprono le loro ferite e adagio cresce l’affetto reciproco, i due tornano ad amare le cose semplici, come quando erano bambini, e scoprono, alla loro età, di “non essersi proprio inariditi”.

Adoro questa cosa. È meglio di quel che speravo. È una specie di mistero. Mi piace per il senso di amicizia. Mi piace il tempo che passiamo insieme. Starcene qui al buio di notte. Parlare. Sentirti respirare accanto a me se mi sveglio”. “Dov’è la tua mano? “ “Proprio qui accanto a te, dove sta sempre”.

Ma il mormorio di disapprovazione per l’amicizia tra due vedovi, entrambi con figli, non tarda a farsi sentire.

Una storia breve, dolce, romantica, umana: l’ultima storia di Kent Haruf.

 

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