Scritto da Amalia Panella il 26/11/2016 alle ore 20:07:25

L’arte di essere fragili | Alessandro D’Avenia

Scoperchiare la parte di se stessi dove le fragilità trovano riparo, è una possibile via da percorrere per essere felici. Alessandro D’Avenia, nel suo ultimo libro L’arte di essere fragili-come Leopardi può salvarti la vita, invita il lettore a mostrare la propria autenticità, e quindi le proprie debolezze, per potersi trarre in salvo dalle illusioni del nostro tempo.

“Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita. Dalla terra degli sbagliati scampano temporaneamente quelli che mentono a se stessi costruendo corazze di perfezione, ma c’è un altro modo di mettersi in salvo, ed è costruire un’altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili.”

Lo scrittore palermitano a tal fine chiama in causa Giacomo Leopardi, di cui restituisce un’immagine inconsueta, lontana da ogni luogo comune.

“Leopardi ebbe presa sulla realtà come pochi altri, perché i suoi erano sensi finissimi, da «predatore di felicità» e a guidarlo era una passione assoluta. La custodiva dentro di sé”.

D’Avenia, munito di una spiccata sensibilità da professore di lettere, che è, del resto, la sua prima professione, svela la straordinaria speranza per la vita celata dietro ai versi e alle scelte fatte dal Leopardi.

Siamo lontani dalla visione pessimistica che, come un’ombra, ha accompagnato da sempre il grande poeta, in queste pagine il letterato di Recanati è un uomo che nutre un intenso amore per la vita, alimentato dalle sue passioni. Sono, infatti, quest’ultime a infondergli il coraggio di perseguire la sua vocazione poetica, a discapito dei consigli del suo precettore, e affrontare la derisione dei suoi contemporanei. Il poeta sceglie di essere se stesso, assecondando i cosiddetti “attimi di rapimento” durante i quali ci si mostra per ciò che si è, senza confinare desideri, istinti e pensieri.

L’arte di essere fragile, edito da Mondadori, è una sorta di epistolario (di 216 pagine) in cui l’autore con uno stile lineare e diretto intraprende un dialogo con il poeta marchigiano.

Dunque dopo aver terminato la lettura, agevole e veloce, pare incomprensibile non aver mai percepito la forza vitale dei versi leopardiani e si ha la voglia di rileggerli, riscoprirli.

In un’epoca in cui gli schemi artificiali mascherano e nascondono la realtà lo scrittore di bestseller D’Avenia ci invia un messaggio positivo: accettarsi e vivere liberi da ogni vincolo imposto dall’esterno, avere il coraggio di essere se stessi che è forse uno dei pochi modi per afferrare la felicità.

“Mi sembra che stiamo dimenticando l'arte di essere felici, e che quando lo siamo, per paura che lo stato di grazia sia un'illusione, lo condanniamo a esaurirsi, come un giardiniere che non si fida del seme di rosa a causa della sua piccolezza e fragilità, e per questo decide di non curarlo.”

 

 

 

 

 

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