Scritto da Amalia Panella il 30/03/2017 alle ore 15:15:50

L’altra figlia | Annie Ernaux

Ginette è la destinataria “senza corpo, senza voce” di una lettera scritta da Annie Ernaux, che si lascia andare a un’intima confessione e sviluppa “una pellicola conservata in un cassetto per sessant’anni” e mai stampata prima.

La scrittrice francese si rivolge in prima persona alla sorella mai conosciuta perché morta di difterite a sei anni, due prima che lei nascesse.

Ho l’impressione di non avere una lingua per te, per dire di te, di non saper parlare di te se non attraverso la negazione, in un perpetuo non-essere. Sei fuori dal linguaggio dei sentimenti e delle emozioni. Sei l’anti-linguaggio”.

La voce narrante delicata, precisa, paziente e autentica ci conduce nel mondo della bambina che è stata, fino a quando, a dieci anni, durante “l’ultima estate dei grandi giochi” ascolta una conversazione della madre con un’amica, e una frase l’attraversa fino a propagarsi su “tutta la vita da bambina”.

Scopre infatti che ha avuto una sorella, “morta come una piccola santa, più buona di quella lì”, come svela la madre non credendo di essere ascoltata.

Quel “giorno del giudizio” le stravolge l’esistenza e Annie ridisegna la visione di sé e dei suoi genitori da cui non saprà mai altro di Ginette che resta la “grande assente da tutte le conversazioni”.

La curiosità, la gelosia, il confronto ossessionano la narratrice che non si esime dal liberarsi dei sentimenti contrastanti che l’assillano. E poi la scoperta più sconcertante: la sua nascita è stata possibile grazie alla morte della sorella.

Io non scrivo perché tu sei morta. Tu sei morta perché io possa scrivere”.

L’opera, edita in Italia nel 2016 dall’Orma Editore, è breve, intensa e toccante, durante la lettura si stabilisce un contatto con Annie Ernaux la persona, la donna, che in queste ottantuno pagine svela sentimenti a lungo sotterrati e incompresi.

E non è la prima volta che l’autrice francese si denuda scavando nella sua memoria: per esplorarsi riesuma momenti della propria vita anche con “Il posto” e “Gli anni”, libro vincitore del Premio Strega Europeo 2016.

L’altra figlia” è una missiva per un’ombra, per la sorella invisibile, ma è anche una lettera che in maniera indiretta si rivolge ai genitori che Annie Ernaux, sebbene non condanni per quel doloroso silenzio, sembra non riuscire comunque ad assolvere per avere conservato e custodito con cura il ricordo “industruttibile” di Ginette da cui lei è stata sempre esclusa. E, più di ogni cosa, è una lettera che l’autrice scrive a se stessa per soddisfare il bisogno incontenibile di narrare e proseguire l’esplorazione interiore.

Forse ho voluto saldare un debito immaginario dandoti a mia volta l’esistenza che la tua morte mi ha dato. Oppure farti rivivere e rimorire per liberarmi di te, della tua ombra. Sfuggirti. Lottare contro la lunga vita dei morti”.

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